Paul Celan e l'uso politico della storia naturale

Mariaenrica Giannuzzi

Abstract


Il saggio mostra come alcuni ambiti disciplinari (geologia, estetica e politica) si strutturino nella poesia di Paul Celan in una prospettiva assolutamente materialistica o profana. Per mettere in luce questa strutturazione, viene analizzata in modo specifico la costruzione celaniana dei ‘paesaggi linguistici’. Dopo la Seconda guerra mondiale, la scelta delle fonti in questi ambiti – e soprattutto nella storia naturale, dato il coinvolgimento avuto nella politica razziale e nazionalista – non era politicamente neutra e la selezione di libri di storia naturale fatta da Celan mostra lo sforzo di invalidare la simbolica del Blut und Boden. Sulla base di una ricerca condotta nell’Archivio Celan (DLA-Marbach) questa selezione viene qui riesaminata. Anche se l’appropriazione della semantica geologica è stata considerata in Celan come reazione ritualistica al genocidio ebraico (Uta Werner), o come una produzione di paesaggi immaginari (Peter Szondi), poco si è considerata la distanza tra lo stile d'avanguardia di Celan e laNaturlyrik romantica. Quali spostamenti semantici nella poesia di Celan si riferiscono al nesso simbolico di Blut und Boden? Quali aspetti della storia naturale possono mettere in discussione l’identità nazionalista?  

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ISSN: 0039-2952