«Disiecta Manus». Paul Celan: per una lessicografia relazionale

Giulia Puzzo

Abstract


La lingua di Paul Celan è sempre stata considerata di difficile comprensione, a causa della densità dei suoi riferimenti ed espressioni allusive: il significato dei suoi termini non è mai univoco, ma nasce da un processo di risemantizzazione costante e stratificata. Se, tuttavia, la lingua dell’autore viene osservata come un insieme, come un sistema, nel quale il senso delle parole è composto delle relazioni che esse intrecciano l’una con l’altra, molte delle sue difficoltà possono giungere a una risoluzione. Questo contributo si propone, pertanto, di studiare i testi celaniani attraverso un metodo lessicografico, che sia in grado di mappare e ricostruire alcune importanti costellazioni semantiche della poesia di Celan. L’articolo si focalizza, in particolare, sui diversi ambiti collegati alla parola Hand, con la quale l’autore rappresenta la propria poetica in atto: nell’immaginario celaniano, la Hand, frammento dell’albero cabalistico e frammentata essa stessa in varie parti, costituisce infatti una figurazione sostanziale della poesia, capace di raccogliere le macerie della lingua e della storia in nuove possibilità di significato e di esistenza. 

 

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ISSN: 0039-2952