La lingua del mito. Osservazioni su alcuni heiti dell’‘Edda’ di Snorri Sturluson

Bianca Patria

Abstract


Accanto alla perifrasi metaforica (kenning), la figura poetica trattata con più attenzione nel secondo capitolo dell'Edda di Snorri è il cosiddetto 'sinonimo poetico' (heiti). Oltre a quelli effettivamente attestati nei versi scaldici, un gran numero di heiti mai utilizzati in poesia è raccolto in specifiche liste metriche, note come þulur (sing. þula). Nel presente articolo vengono messi in evidenza alcuni aspetti di queste raccolte di heiti, a partire dall'analisi etimologica e morfologica di una parte significativa del materiale onomastico della trǫllkvinna þula, contenente i nomi per 'gigantessa'. I dati relativi all'impiego, effettivo o mancato, di questi termini poetici all'interno del corpus scaldico e le strategie impiegate per generare nuovi nomi a partire da quelli già attestati, indicano conclusioni interessanti: ciò che agli occhi di un lettore moderno potrebbe apparire come un inconcludente sfoggio di 'erudizione barbarica', è probabilmente il prodotto di una pratica comune nell'Islanda dei secc. XIII-XIV, nell'ambito del processo di costruzione di un'identità letteraria e di adeguamento ai modelli eruditi europei tramite la conservazione di materiale poetico tradizionale.  

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ISSN: 0039-2952