Bernward Vesper: il «Gesù della violenza» a confronto con la «letteratura sui padri»

Gabriele Bacherini

Abstract


Quando fu pubblicato, alla fine del 1977, Die Reise diventò il caso letterario dell’anno, in una Repubblica Federale Tedesca ancora scossa dalla furia eversiva del Deutscher Herbst. Molti la accusarono di celebrare un decennio insanguinato, ma non poterono accusare direttamente l’autore, Bernward Vesper, che si era suicidato sei anni prima, lasciando il libro incompleto. Il silenzio imposto sull’argomento fino alla caduta del Muro di Berlino ha fatto sì che Die Reise sia stata completamente dimenticata, e con essa i tanti errori interpretativi. La morte per suicidio di tutti i fondatori della RAF, compresa la ex compagna di Vesper, conferma che Die Reise non è un’opera sul terrorismo ma sulla tragedia di tutta una generazione, perdutasi tra la paura di una presunta recrudescenza nazista e lo scontro con «padri» come quello di Vesper, che nazisti lo erano per davvero. L’articolo mira a ‘fare giustizia’, dimostrando anche l’inaspettato valore artistico del «romanzosaggio» di Vesper.   

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ISSN: 0039-2952