Algarotti per Augusto e Mecenate a Dresda. Artisti, acquisti e programmi pittorici nei versi di Augusto III del 1743-1744

Paolo Pastres

Abstract


Durante la sua missione a Venezia per conto di Augusto III di Sassonia, alla ricerca di capolavori pittorici antichi e moderni, Francesco Algarotti pubblicò le opere di Stefano Benedetto Pallavicino, poeta da poco scomparso e molto apprezzato dal sovrano. In quei volumi, editi nel 1744, Algarotti inserì una lettera in versi indirizzata ad Augusto III, in cui esaltava l’ambiente culturale di Dresda, elencandone i protagonisti, e annunciava le principali acquisizioni effettuate sul mercato artistico veneziano. Il Leitmotiv del testo è un continuo paragone, ispirato dalle opere di Orazio tradotte da Pallavicino, tra il sovrano e il suo ministro von Brühl con le antiche figure di Augusto e Mecenate protettori delle arti. Tale similitudine ha anche ispirato un celebre dipinto di Giovanni Battista Tiepolo. L’analisi di questo brano poetico offre dunque molte informazioni su Algarotti, i suoi interessi artistici e i rapporti con la corte sassone, presso la quale cercava di affermarsi come esperto di pittura. 


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ISSN: 0039-2952