I manoscritti dei 'Sonetti lussuriosi' di Pietro Aretino posseduti da Johann Wolfgang Goethe

Federico Andriolli

Abstract


Il saggio si basa sul ritrovamento presso il Goethe- und Schiller-Archiv di Weimar di due manoscritti dei Sonetti lussuriosi di Pietro Aretino nel fondo appartenuto a Goethe. Di fronte a un’assoluta mancanza di studi sull’argomento si cerca di ricostruire l’interesse di Goethe per il poligrafo cinquecentesco e, in particolar modo, per la sua opera più famosa e più censurata, i Sonetti lussuriosi. Inoltre, dall’analisi filologica dei codici weimariani, databili a cavallo tra Sette e Ottocento, è possibile ipotizzare l’esistenza di un antigrafo, forse una stampa, circolante nelle cerchie italofile tedesche del XVIII secolo, ancora solo virtuale allo stato delle nostre conoscenze della tradizione e della ricezione dell’opera, ma nominata nel 1787 da Christian Gottlieb von Murr nel saggio Von den berühmten sechszehn nackenden Vorstellungen, welche Giulio Romano zeichnete, Marcantonio in Kupfer stach, und Pietro Aretino im Jahr 1524 mit Sonetten verfaß, fonte finora ignorata dagli studi aretiniani.


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ISSN: 0039-2952