«Galbo fulgor» / «gelber glanz»: l’autotraduzione poetica in Stefan George

Alessandra D'Atena

Abstract


Il contributo si apre con una panoramica delle poesie che Stefan George ha composto in altri idiomi e tradotto successivamente nella madrelingua, il tedesco. Riflette poi sulle ragioni che hanno spinto lo scrittore a tradurre proprie poesie nella madrelingua e a trasporre in tedesco opere letterarie altrui. Infine si sofferma sulla fase di scrittura nella «lingua romana» (1889): una lingua letteraria artificiale, creata da George. Per indagare quale ruolo abbia giocato la composizione nella lingua romana nella formazione del bagaglio di strumenti stilistici del poeta, l’articolo prende in esame la poesia Rosa galba / Gelbe Rose. L’ipotesi di lavoro è che con la scrittura nella lingua romana George abbia affinato la sua sensibilità per i suoni della lingua e abbia sperimentato strutture reiterative sonore da lui successivamente impiegate nelle versioni in tedesco realizzate attraverso i processi di autotraduzione. 


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ISSN: 0039-2952