Le ceneri sempre calde del 'Quijote'. Il rapporto Cervantes-Canetti (fra Joyce e Freud)

Tommaso Gennaro

Abstract


Nel Novecento il Don Quijote di Miguel de Cervantes è stato ripensato e riscritto in numerose forme: a metà degli anni Trenta, Elias Canetti ha elaborato il suo romanzo Die Blendung adattando il modello cervantino al XX secolo. Al centro dell’opera di Canetti c’è la riflessione sulla percezione della realtà che lo scrittore bulgaro deriva dal Quijote e che però si mescida in Die Blendung con una delle sperimentazioni retoriche novecentesche più rivoluzionarie, lo stream of consciousness di James Joyce. Dallo Ulysses, infatti, Canetti ha tratto lo strumento con il quale rinnovare la visione del mondo dei suoi personaggi, per coniugarla con il processo di autonarrazione che anima ogni soggetto. Questo articolo intende esaminare le connessioni fra il Quijote e Die Blendung, avendo come scopo l’individuazione di una linea di sviluppo del pensiero moderno che, connettendo Erasmo e Cervantes con Freud Joyce e Canetti, rielabora la prospettiva dell’individuo moderno (e del folle) mediante la pratica del flusso di coscienza. 


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ISSN: 0039-2952