«Fast ohne Kultur». Rainer Maria Rilke e la lettura

Marco Rispoli

Abstract


L’articolo pone a tema il rapporto di Rainer Maria Rilke con la lettura. In un contesto caratterizzato da un’ipertrofica coscienza storico-letteraria e quindi dalla diffusione, presso gli autori, della cosiddetta «angoscia dell’influenza« (Bloom), Rilke appare un’eccezione: a lui mancano completamente i tratti del poeta doctus e non vi è traccia dello sgomento di chi ha letto «tous les livres». Il suo incerto rapporto con le disparate tradizioni letterarie mostra invece aspetti peculiari e ambivalenti: il disagio da lui sentito per la relativa mancanza di cultura è al contempo presupposto per un’opera poetica dai tratti fortemente individuali. Simili ambivalenze vengono qui indagate a partire dalle sue riflessioni saggistiche, dalle sue esperienze biografiche e soprattutto a partire dalle tracce che il tema ha lasciato nella sua opera poetica.  


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ISSN: 0039-2952