La definizione di un canone della germanistica in Italia (1930-1955). Il ‘caso’ Borgese, tra tradizione e modernità, nel campo letterario di quegli anni

Ester Saletta

Abstract


Alla luce di una contestualizzazione storico-sociale nonché teorico-letteraria del canone della germanistica in Italia nel periodo del ‘ventennio fascista’, il presente contributo vuole rivolgere la sua attenzione specificatamente alla figura di Giuseppe Antonio Borgese (1882-1952), significativo study case di germanista italiano, che si fa portatore sia personalmente con i suoi scritti a Mussolini  sia pubblicamente con la sua attività di traduttore e di docente universitario di Letteratura tedesca dapprima a Torino, poi a Roma e Milano, di quelle continuità e discontinuità caratterizzanti il canone della germanistica italiana novecentesca nonché di quegli atteggiamenti autonomi ed eteronomi descrittivi la natura intellettuale della germanistica del XX secolo. Oggetto di un’analitica attenta lettura critica sarà sia l’inedito materiale documentario d’archivio (Fondo Borgese, Firenze; Fondo Gandini e Arnoldo Mondadori, Milano; Fondo Spaini, Roma; Fondo Geiger, Venezia) sia le opere borgesiane già edite (saggistica; articoli di giornale; critica letteraria; traduzioni).


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ISSN: 0039-2952