Stefan Zweig e Sigmund Freud: sul 'Sovvertimento dei sensi' nella 'Wiener Moderne'

Paola Paumgardhen

Abstract


Il carteggio tra Stefan Zweig e Sigmund Freud (1908- 1939) contiene un prolifico scambio di pensieri sulle opere che lo scrittore sistematicamente inviò al padre della psicanalisi, suo lettore ideale. La relazione epistolare si offre come un inedito spaccato dell’analisi di Freud, che, negli ‘abissi poetici’ degli scritti zweighiani, analizza anche l’inconscio dell’autore, fino a rintracciare gli «Urmotive» sottesi alla creazione artistica. Nella prima parte si illustra l’interazione tra psicanalisi e poesia sulla base delle riflessioni di Freud e Zweig inserite nel discorso della Jahrhundertwende. La seconda parte si concentra sull’interpretazione della novella Verwirrung der Gefühle, dove Zweig, attraverso la confessione di una proibita passione omosessuale, rappresenta il «sovvertimento dei sensi» della Wiener Moderne e al contempo smaschera i pregiudizi e i limiti di una società moralista. L’indagine psicanalitica mette Freud sulle tracce di (in)confessati «Urmotive» dell’autore, di cui sembra prevedere l’infausto destino.


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ISSN: 0039-2952