Per una genealogia dello spettatore moderno

Francesco Fiorentino

Abstract


Il saggio propone una genealogia (in senso foucaultiano) dello spettatore moderno, riferendosi prevalentemente al contesto di lingua tedesca e ricostruendo gli elementi salienti del processo che, a partire dal Settecento, trasforma il teatro in istituzione dello Stato e lo spettatore in oggetto di formazione estetica, morale e ideologica. Le operazioni legislative, organizzative e architettoniche che hanno generato lo spettatore moderno sono lette nel contesto della nascita della «governamentalità» politica che – secondo Foucault – ha prodotto lo Stato moderno. Ma oltre che come agente di tale governamentalità, il teatro è visto anche come un medium di una sua critica, che si manifesta soprattutto in forma di progetti di emancipazione dello spettatore dal governo della scena, i quali, però, sono sempre ideati e realizzati dalla scena stessa. È un paradosso, questo, che è costitutivo del teatro moderno, e rinvia a un paradosso strutturale del progetto dell’Illuminismo che non ha mai smesso di tormentare e vivificare la pratica scenica.


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ISSN: 0039-2952