I limiti del discorso. Come il diritto rende blasfema la letteratura: riflessioni preliminari

Stefano Franchini

Abstract


L’articolo presenta le prime riflessioni sul progetto pensato dal settore ricerca dell’Istituto Italiano di Studi Germanici di Roma e dedicato al rapporto tra blasfemia e libertà dell’arte nella letteratura tedesca tra l’epoca dei Lumi e il XX secolo. Il presente testo affronta in particolare i principali problemi metodologici connessi allo studio storico della blasfemia: definire in via preliminare e operativa la nozione di blasfemia; identificare le fonti più adeguate per valorizzare la definizione adottata; articolare una periodizzazione motivata. Per scongiurare una selezione di autori soggettiva e arbitraria, si considererà la blasfemia come un prodotto storico della norma repressiva che comporta un’accusa penale, e perciò di volta in volta si terrà conto della definizione giuridica vigente. Se non infrange formalmente il diritto penale, un discorso artistico non può essere definito blasfemo, perché si traduce gradualmente in costume, diventando impercettibilmente nuova consuetudine linguistica, culturale o morale. Soltanto opere letterarie giudicate blasfeme dalla censura o da un giudice saranno dunque oggetto della mia indagine.


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ISSN: 0039-2952