Antichi eroi dalla parodia alla filosofia. Ludvig Holberg e il trattamento del mito

Bruno Berni

Abstract


Quando Ludvig Holberg pubblica nel 1719 il poema Peder Paars, traspare nell’opera un attacco parodico ai modelli morali classici. Ma al di là della parodia, un più ampio progetto filosofico-pedagogico è già accennato nell’introduzione al diritto naturale del 1716. Il rapporto parodico con l’eroe classico è sviluppato anche nelle commedie Melampe e Ulysses, di poco successive al poema, ma la ricerca di figure esemplari alternative e l’evoluzione del rapporto col mito prende forma nelle opere storiche come il libro sulle storie parallele degli eroi, del 1739 − che riprende le idee di Bayle − e poi nelle opere filosofiche. Per Holberg è il concetto di eroe a cambiare, in un’ottica che riguarda la formazione dell’uomo, e a partire dal 1744, con il capolavoro filosofico Moralske Tanker, e anzi già dal Niels Klim del 1741, la critica all’eroe del mito antico si evolve in una nuova definizione adatta alla società moderna. Tra le vite parallele e i Moralske Tanker, e infine nelle Epistler (1748-1754), Holberg si dedica alla costruzione di un modello moderno, lontano dagli antichi eroi del mito classico.

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ISSN: 0039-2952