Quando «il lettore è affine all’autore». Una danza macabra tra August Strindberg e Søren Kierkegaard

Ingrid Basso

Abstract


L’articolo intende ripercorrere cronologicamente l’incontro tra August Strindberg e l’opera di Søren Kierkegaard – in particolare Enten-Eller (1843) – nel tentativo di individuare le tracce esplicite e implicite lasciate dal pensiero del filosofo danese nell’opera, soprattutto in prosa, di Strindberg. La lettura che Strindberg fa dell’opera di Kierkegaard è peculiare poiché priva di una precomprensione filosofica e, nella sua genuina immediatezza, testimonia la piena riuscita della strategia comunicativa kierkegaardiana: incuriosire il pubblico facendogli credere di essere alle prese con un oggetto estetico-letterario, e porlo, invece, davanti a un testo che veicolava di fatto un contenuto esistenziale-religioso che, in quanto tale, necessitava di essere approfondito individualmente. Strindberg dichiarò, al termine della lettura di Enten-Eller, di avervi ritrovato all’interno l’etica cristiana «di contrabbando». L’articolo esamina inoltre l’interesse strindberghiano per la «psicologia sperimentale» messa all’opera da un punto di vista letterario nei romanzi filosofici di Kierkegaard.


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ISSN: 0039-2952