Sulle pagine in francese e in portoghese dei diari di August von Platen

Maurizio Basili

Abstract


August von Platen utilizza esclusivamente il francese e il portoghese nei suoi diari quando parla dei suoi amori omosessuali, del desiderio di amare altri uomini e di essere da loro amato. In particolar modo, sono numerose le pagine – scritte intorno al 1820 – dedicate allo studente Eduard Schmidtlein («il suo aspetto esteriore è troppo attraente. È bello come Apollo e vigoroso come Ercole»); questi, però, si mostra spaventato dall’amore del poeta e lontano dal contraccambiarlo, in una Germania – quella del primo Ottocento – in cui l’omosessualità, come si può facilmente immaginare, era osteggiata, a differenza di quanto accadeva in Italia, paese nel quale – non a caso – oltre ad August von Platen concluse i suoi giorni anche «il primo coming out della storia», Karl Heinrich Ulrichs. Con questa proposta si vuole indagare principalmente la scelta di August von Platen di scrivere in francese e in portoghese le pagine dedicate ai suoi sentimenti verso altri uomini, scelta interpretabile senza dubbio come una forma di autocensura, di «non detto» e da «non dire» nella propria lingua, una sorta di volontà di nascondere informazioni, di velarle anche a se stesso (considerando che il diario è il genere letterario forse più intimo e personale), per senso di colpa e per vergogna.


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ISSN: 0039-2952