Paul Celan e Jacques Dupin nella rivista «L'Éphémère»

Michela Lo Feudo

Abstract


L'esilio parigino di Celan si presenta come un periodo complesso e instabile in cui prevale un atteggiamento di chiusura nei confronti dei lettori stranieri, con conseguenze significative sulla ricezione della sua opera in Francia negli anni di più intensa produzione poetica. A partire da un simile contesto, vengono analizzate le condizioni che hanno portato l'autore di Todesfuge verso una Begegnung umana e poetica con alcuni intellettuali francesi che hanno collaborato alla rivista «L'Éphémère» (1967-1972) fondata, tra gli altri, da Yves Bonnefoy, André Du Bouchet e Jacques Dupin. È in particolare con quest'ultimo che Celan è riuscito a instaurare un dialogo profondo e finora poco studiato.

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ISSN: 0039-2952