Sedan nella pittura francese e tedesca

Massimo Ferrari Zumbini

Abstract


La guerra del 1870/71, con la battaglia decisiva di Sedan, è l'ultima prima della "guerra totale", ma è anche l'ultima prima della diffusione di massa della fotografia. La rappresentazione visiva della guerra è affidata alla pittura. Da ambedue le parti si cerca il superior sensus dell'evento epocale. In Francia si va oltre il tòpos della "gloriosa sconfitta", in Germania si va oltre il tòpos della "legittima vittoria". In Francia, la trasfigurazione della sconfitta culmina in una prospettiva di rigenerazione, in Germania sulla celebrazione della vittoria prevale il tema della fratellanza d'armi tra i diversi stati tedeschi, in quanto prova e garanzia dell'unità nazionale finalmente raggiunta. A Sedan muore la Germania dei "poeti e pensatori" idealizzata da Madame de Staël e nasce il tema della "barbarie tedesca", che ritorna con la "grande guerra", quando Verdun sostituisce Sedan come principale "luogo della memoria" della tragedia franco-tedesca. Eppure sul fronte occidentale c’è molto di nuovo e la pittura riflette la grande mutazione. Non più le cariche di cavalleria in pieno sole dei corazzieri, ma i toni cupi dei paesaggi lunari di Otto Dix, con i crateri in cui si aggirano per anni i "cavernicoli delle trincee", anonimi fino a diventare il "milite ignoto".

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ISSN: 0039-2952