Gershom Scholem lettore dell’Arbeitsjournal di Brecht. Un appunto di lettura

Saverio Campanini

Abstract


L’articolo presenta per la prima volta in edizione originale tedesca e in traduzione italiana un breve appunto di lettura ritrovato dopo la sua morte tra le carte di Gershom Scholem (Berlino 1897 – Gerusalemme 1982) e datato 1 maggio 1973. La causa immediata della redazione di quell’appunto fu la lettura del Diario di lavoro di Bertolt Brecht e in particolare dei passi che concernevano il suo amico di gioventù Walter Benjamin, del quale Scholem aveva pubblicato il carteggio (1966) e un ampio, lucidissimo memoriale (1975). Per rendere intelligibile il contenuto dell’appunto se ne ricostruisce la vicenda, con abbondanza di particolari, delineando una prospettiva inedita sul rapporto triangolare Scholem-Benjamin-Brecht, che lo studioso israeliano di origine tedesca aveva sempre interpretato in termini ideologico-religiosi. L’amicizia tra un ebreo a bassa intensità come Benjamin e un non-ebreo comunista come Brecht era sempre parsa a Scholem infausta e basata su un castello di equivoci. La lettura dell’Arbeitsjournal di Brecht confermò Scholem in questa sua persuasione, peraltro incrollabile, e lo spinse a confidare alla carta un episodio sgradevole che gli era stato raccontato da Benjamin sul conto di Brecht nel 1938. In questa sede si descrive ciò che Scholem decide, a tanti anni di distanza, di fare di quello spiacevole ricordo, nel riferirlo in privato e tacerlo in pubblico e si allude, infine, a una curiosa e inquietante coda di quella vicenda, che si è svolta quando tutti i protagonisti erano morti da gran tempo e, infatti, ha luogo in un cimitero di Berlino poco dopo la caduta del muro.

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ISSN: 0039-2952