Hans Sahl drammaturgo

Nadia Centorbi

Abstract


Il saggio offre, in primo luogo, una ricognizione del lascito di Hans Sahl custodito presso il Deutsches Literaturarchiv di Marbach relativamente alla produzione drammaturgica stricto et lato sensu (drammi, Hörspiele, scenari pensati per il cinema). L’interesse dell’autore per l’arte cinematografica, di cui testimonia la mole dei suoi articoli scritti per riviste e giornali di lingua tedesca sin dagli anni Venti, contamina in vario modo anche la produzione drammaturgica, soprattutto sotto l’aspetto delle commistioni intermediali ravvisabili sin dai primi esperimenti drammatici: un oratorio sulla “passione” di un proletario (Jemand) e uno scenario sulla vita di Van Gogh (Vincent), dei quali il saggio offre un’analisi. Successivamente, il saggio si concentra sulla produzione degli Hörspiele di Hans Sahl rinvenuti tra le carte del lascito di Marbach. Prescindendo da Urlaub vom Tod (1942), uno Hörspiel trasmesso dalla radio americana durante la guerra, gli altri Hörspiele presentati e analizzati nel saggio, inediti e talora incompiuti, offrono uno scenario eloquente dei tentativi dell’autore sul versante della sperimentazione con il medium radiofonico. Il saggio indaga successivamente due drammi risalenti alla tarda produzione dell’autore e accomunati non solo dalla scelta del tema (quello del dialogo ebraico-tedesco), ma anche dalla sperimentazione formale con il dramma psicologico in sequenza di scene (Hausmusik) e con quello documentaristico (Rubinstein).

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ISSN: 0039-2952